Adesca, ma è micidiale.
Le basta, per l'insidia, un sasso.
Per quanto sia cauto il tuo passo,
rasségnati! Ti riuscirà mortale.
domenica 30 dicembre 2007
martedì 11 dicembre 2007
"...Bevve, bevve fino a che la sua sete si fu placata. E la gioia lo colmò tutto, dalla testa fino alla punta dei piedi, gioia di vivere e gioia di essere se stesso. Perchè ora sapeva chi era e qual era il suo mondo. Era così rinato. E la cosa più bella era che adesso voleva proprio essere così com'era. Se avesse potuto scegliere fra tutte le possibilità, non avrebbe scelto altro che questa. Perchè adesso sapeva: c'erano nel mondo mille e mille forme di gioia, ma, in fondo, tutte si racchiudevano in una sola: quella di poter amare. E gioia e amore erano la stessa cosa."
domenica 2 dicembre 2007
" Posso farti ancora una domanda?" riprese a dire Atreiu rivolto all'Infanta Imperatrice.
Lei annuì sorridendo.
"Perchè solo un un nome nuovo può risanarti?"
"Solo il nome giusto dà a tutte le creature e a tutte le cose la loro realtà", spiegò lei. "Il nome sbagliato rende tutto irreale. Questo è ciò che fa la menzogna."
"Forse il salvatore non sa ancora il nome che ti deve dare."
"Oh, sì, lo sa", rispose lei.
E di nuovo i due rimasero in silenzio.
Lei annuì sorridendo.
"Perchè solo un un nome nuovo può risanarti?"
"Solo il nome giusto dà a tutte le creature e a tutte le cose la loro realtà", spiegò lei. "Il nome sbagliato rende tutto irreale. Questo è ciò che fa la menzogna."
"Forse il salvatore non sa ancora il nome che ti deve dare."
"Oh, sì, lo sa", rispose lei.
E di nuovo i due rimasero in silenzio.
martedì 27 novembre 2007
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate, in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perchè l'amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l'ambizione mi chiamò, ma temettti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzar le vele
e prendere i venti del destino, dovunque spingano la barca.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell'inquietitudine e del vano desiderio -
è una barca che anela il mare eppure lo teme.
domenica 25 novembre 2007
"Fratello, ti do noia ora, se parlo?"
"Parla: non posso prender sonno." "Io sentoro
dere appena..." "Sarà forse un tarlo..."
"Fratello, l'hai sentito ora un lamento
lungo, nel buio?" "Sarà forse un cane..."
"C'è gente all'uscio..." "Sarà forse il vento..."
"Odo due voci piane piane piane..."
"Forse è la pioggia che vien giù bel bello."
"Senti quei tocchi?" "Sono le campane."
"Suonano a morto? suonano a martello?"
"Forse... " "Ho paura... " "Anch'io." "Credo che tuoni:
come faremo?" "Non lo so, fratello:
stammi vicino: stiamo in pace: buoni."
"Io parlo ancora, se tu sei contento.
Ricordi, quando per la serratura
veniva lume?" "Ed ora il lume è spento."
"Anche a que' tempi noi s'avea paura:
sì, ma non tanta." "Or nulla ci conforta,
e siamo soli nella notte oscura."
"Essa era là, di là di quella porta;
e se n'udiva un mormorio fugace,
di quando in quando." "Ed or la mamma è morta."
"Ricordi? Allora non si stava in pace
tanto, tra noi... " "Noi siamo ora più buoni... "
"ora che non c'è più chi si compiace
di noi... " "che non c'è più chi ci perdoni."
martedì 20 novembre 2007
domenica 18 novembre 2007
mercoledì 14 novembre 2007
Amici ci aspetta una barca e dondola
nella luce ove il cielo s'inarca
e tocca il mare, volano creature pazze ad amare
il viso d'Iddio caldo di speranza
in alto in basso cercando
affetto in ogni occulta distanza
e piangono: noi siamo in terra
ma ci potremo un giorno librare
esilmente piegare sul seno divino
come rose dai muri nelle strade odorose
sul bimbo che le chiede senza voce.
Amici dalla barca si vede il mondo
e in lui una verità che precede
intrepida, un sospiro profondo
dalle foci alle sorgenti;
la Madonna dagli occhi trasparenti
scende adagio incontro ai morenti,
raccoglie il cumulo della vita, i dolori
le voglie segrete da anni sulla faccia inumidita.
Le ragazze alla finestra annerita
con lo sguardo verso i monti
non sanno finire d'aspettare l'avvenire.
Nelle stanze la voce materna
senza origine, senza profondità s'alterna
col silenzio della terra, è bella
e tutto par nato da quella.
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